Le Dieci Regole per il Controllo Sociale di Noam Chomsky: Un'Analisi Critica
Il blog è volto a descrivere le strategie impiegate dai governi per manipolare e controllare la popolazione. Queste regole offrono un'analisi critica dei meccanismi di potere e sono frequentemente citate nei contesti di studio delle dinamiche sociali e politiche.
SOCIOLOGIA
Francesco Gardona
8/4/20244 min leggere
INTRODUZIONE
Filosofo, linguista, scienziato cognitivista, teorico della comunicazione e attivista politico statunitense: questo è Avram Noam Chomsky. Classe 1928, attualmente è docente emerito di linguistica al Massachusetts Institute of Technology ed è noto per aver fondato la grammatica generativo-trasformazionale, una grammatica che talvolta è considerata il contributo più significativo alla linguistica teorica del XX secolo. Oltre a ciò, Chomsky ha elaborato una serie di principi noti come "Le Dieci Regole per il Controllo Sociale". Queste regole forniscono un'analisi approfondita e critica dei metodi con cui le élite manipolano e dominano le masse. Sono particolarmente rilevanti nello studio delle dinamiche sociali e politiche del nostro tempo. In questo blog, si presentano le sue 10 regole per ottenere il controllo sociale, in cui l'intellettuale di Filadelfia discute delle tecniche utilizzate dai media per manipolare l'opinione pubblica. La loro applicazione sarebbe praticamente scientifica nei confronti di una popolazione completamente passiva e ignorante.
LE DIECI REGOLE
1) Strategia della distrazione
Tale strategia è volta a distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi più salienti e dai cambiamenti optati dalla classe politica ed economica. Ciò è possibile attraverso una continua occupazione del tempo da informazioni insignificanti, al fine di ottenere la disattenzione da ciò che potrebbe essere rilevante da un punto di vista sociale.
2) Creare problemi e poi offrire soluzioni
Si produce un problema, una situazione prevista e controllabile per generare una certa reazione da parte del pubblico, al fine di proporre una pronta soluzione da parte di chi governa.
3) Strategia della gradualità
Qualsiasi misura all’apparenza inaccettabile può essere approvata se questa è frazionata in piccoli passi e applicata gradualmente per anni consecutivi.
4) Strategia del differire
Se è vero che, come diceva Lorenzo de’ Medici “del doman non v’è certezza”, è più facile acconsentire a un sacrificio futuro che ad uno immediato. Questo avviene sia perché lo sforzo futuro non è lo stesso impiegato immediatamente, sia perché le persone tendono a sperare ingenuamente che il sacrificio richiesto possa essere evitato (“un giorno andrà meglio”). Questa strategia ha lo scopo di concedere al pubblico più tempo per abituarsi ad accettare il cambiamento.
5) Rivolgersi al pubblico come ai bambini
Nella stragrande maggioranza dei mezzi di comunicazione di massa si impiegano discorsi, argomenti, personaggi e intonazioni infantili come se lo spettatore fosse un fanciullo o una persona affetta da un ritardo cognitivo. Più si impiega un tono infantile, più l’intento è di ingannare lo spettatore: ad esempio, se mi rivolgo ad una persona come se avesse 6 anni, allora avrò una risposta dalla stessa come se avesse 6 anni.
6) Usare l’aspetto emotivo più della riflessione
Un metodo tradizionale per distorcere l'analisi razionale e il senso critico di un individuo è l'impiego delle emozioni. Inoltre, l’utilizzo di un registro emotivo consente l'inserimento di idee, desideri, paure e timori, compulsioni o comportamenti in maniera più accessibile.
7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità
La strategia è volta ad avere un pubblico inetto e incompetente su tecnologie e metodi adoperati per il suo controllo e la sua schiavitù. Per farlo, l'educazione e l'accesso alla cultura dei membri della classe sociale inferiore devono essere quanto più bassi possibile per ottenere questo risultato.
8) Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità
Il pubblico è spinto a credere che vi si può trarre beneficio dall'arroganza, l’ignoranza e la stupidità.
9) Rafforzare l’autoconsapevolezza
L’individuo è visto come l’unico responsabile delle sue disgrazie e dei propri errori, a causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue scarse competenze o capacità e dei manchevoli sforzi. Ciò porterà l’individuo alla progressiva inazione verso il sistema sociale in cui è coinvolto.
10) Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi non si conoscano
Grazie alle scienze applicate, la maggior parte dei casi, il sistema sociale ha più potere e controllo sugli individui di quello che gli individui esercitano su sé stessi. All’aumentare delle conoscenze sull’individuo, aumenta anche il controllo che si può esercitare su di esso.
CONCLUSIONE
Le dieci regole per il controllo sociale di Noam Chomsky rimangono una guida preziosa per comprendere i meccanismi complessi di manipolazione e dominazione. Offrono uno spunto significativo per riflettere sul potere delle élite e sul loro impatto sulle dinamiche sociali e politiche. Analizzare queste regole ci permette di essere cittadini più consapevoli e di resistere meglio alle tentazioni di un pensiero collettivo imposto dall'alto.
BIBLIOGRAFIA
Per onestà intellettuale, è appropriato specificare che le "10 regole per il controllo sociale" di Noam Chomsky non derivano da un suo libro in particolare. Il suo lavoro è ampiamente citato in numerosi articoli, siti web e testi che discutono delle sue idee; tuttavia, non c'è alcuna delle sue opera ufficiale che le racchiuda. Queste regole, pertanto, rappresentano una sintesi dei vari concetti che Chomsky ha discusso nel corso degli anni in una serie di opere e interviste. L'obiettivo della bibliografia qui sotto è identificare alcune delle opere più importanti di Chomsky che discutono temi simili come il controllo sociale, la manipolazione dei media e la politica. Ecco alcuni riferimenti:
Chomsky, N. (1989). Necessary Illusions: Thought Control in Democratic Societies. South End Press.
Chomsky, N. (1997). Media Control: The Spectacular Achievements of Propaganda. Seven Stories Press.
Chomsky, N. (2002). Understanding Power: The Indispensable Chomsky. Edited by Peter R. Mitchell and John Schoeffel. The New Press.
Chomsky, N., & Herman, E. S. (1988). Manufacturing Consent: The Political Economy of the Mass Media. Pantheon Books.
Chomsky, N. (2006). Failed States: The Abuse of Power and the Assault on Democracy. Metropolitan Books.
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